Chi ha detto che i CSS servono solo per la presentazione? Questa snippet vi viene in soccorso per salvaguardare la validità del vostro markup, evidenziando in rosso tutti i tag deprecati che non andrebbero usati:
font, center, div[align], p[align], table[align], font[color] {
color : #cd0000;
font-weight : bold;
background : #eecc11 url(images/warning.gif) repeat 0 0;
margin : 10px;
padding : 10px;
border : 2px dashed #cd0000;
font-size : 2em;
}
Non è un idea fantastica? L’ha avuto per primo Marco Battilana di Accessites, e io l’ho scoperta leggendo 456BereaST.
3 commenti
Appena ho letto l’articolo di Johansson, l’ho subito inserito nel foglio di stile di un progetto cui lavoro e che, in parte, sarà gestito da una persona che non ha le competenze per scrivere HTML valido e ben formato.
Comunque, e l’ho detto anche nei commenti al post su Berea Street, credo che un altro passo in avanti per preservare la validità del markup da noi scritto si possa fare usando sintassi abbreviate come Textile o Markdown.
Oltre ad essere più veloci da scrivere rispetto all’HTML, aiutano ad evitare automaticamente alcuni errori, come ad esempio quello di rendere graficamente i paragrafi con dei doppi
brinvece che con l’apposito tagp.Il problema vero però sta a valle nell’integrazione coi CMS, e i loro text editor che non sono affidabili al 100% nel costruire markup corretto (anche se spesso valido).
Comunque c’è molto spazio per miglioramenti, ad esempio non ci vedrei male aggiungere alla lista dei tags vietati sia blink che marquee
I text editor nei CMS sono sempre stati una piaga. Ma ancor più grave è il fatto che non si pensi mai con attenzione alla figura del redattore di contenuti: una persona formata sulla semantica del codice. Solo così si potrà avere un netto miglioramento nella produzione di codice accessibile, usabile e fruibile (a mio avviso).
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[…] dell’HTML ormai deprecati, come descritto in questo post su 456 Berea St. e segnalato anche da Laburno. Categorie: css, […]
[…] fantastica? L’ha avuto per primo Marco Battilana di Accessites, e io l’ho scoperta leggendo Laburno.net. « […]