L’editoria sociale italiana non funziona

Due parole sui siti di editoria sociale italiani: per finire in homepage di OKNO, che è il più anziano, bastano 20 punti. Per finire in homepage degli altri ne bastano meno di 10. Con un mini network di dieci amici posso permettermi di dare visibilità a quello che mi pare e, proprio per questo, i social network italiani sono più utilizzati dai web marketers che dagli utenti normali. Allora perché dovrei perderci del tempo? Per una news-blog-osfera piccola come quella italiana ci sono troppi servizi di questo genere: non possono funzionare, manca l’utenza necessaria.

E poi son tutti uguali.

A me piace reddit. Motivo? Ha la categoria programmazione.
In italiano non esiste niente del genere, hai voglia di aprire badzu, alla fine per determinati argomenti si butta tutto dentro High Tech o Informatica e non serve a niente.

Informatica poi è la categoria più bella in assoluto: nel 2008 può voler dire tutto o niente.

Mi piacciono i social network specializzati, ma il problema vero è che per determinati argomenti, in italiano, non c’è trippa per gatti. Chi blogga di programmazione, per dire, lo fa in inglese: l’esempio più lampante è Antirez (co-autore di OKNO — per inciso).

7 commenti

  1. Pubblicato 17 Aprile 2008 alle | Permalink

    concordo, per questo non uso più questi servizi di origine italiana: sono mal organizzati e strutturati, non vengono moderati, ci trovi di tutto e d più e alla fine ci perdi solo tempo..per ora mi limito a digg e delicious dove trovo sempre quello che mi serve o link a nuove risorse.

  2. Luca
    Pubblicato 17 Aprile 2008 alle | Permalink

    Beh non solo i social networks, anche i blog (e siti) di webD* in italiano sono abbastanza inutili (es notizie di seconda mano a settimane di distanza…)

    forse è il web italiano che non va?

  3. Pubblicato 18 Aprile 2008 alle | Permalink

    LOL. Non sapevo che antirez avesse un blog in inglese :P

  4. Pubblicato 18 Aprile 2008 alle | Permalink

    Il problema reale secondo me è la mancanza di persone che ne facciano utilizzo: senza una moderazione come avviene su Digg.com, chiunque può registrare 20 utenti e promuovere le sue notizie in home page.

    Anche il sempre più noto Mixx è carente da questo punto di vista - ma non così tanto.

    Perchè un social media funzioni - è ovvio - ci vogliono gli utenti.

  5. Laburno
    Pubblicato 22 Aprile 2008 alle | Permalink

    Non penso che il web italiano abbia qualche difetto incorreggibile. Ha solo il problema che è piccolo, piccolo rispetto a quello internazionale.

    Non credo che la blogosfera, francese, tedesca, o spagnola siano tanto più grani di quella italiana.

    Un mio amico ha fatto lo switch (da blogger in italiano a inglese) di recente, e per prova abbiamo pubblicizzato alcuni suoi post nei social media internazionali. Inutile dirvi che ha ricevuto più benefici (visite, commenti, subscribers) in una settimana che in oltre un anno di OKNO.

  6. Pubblicato 24 Aprile 2008 alle | Permalink

    hai perfettamente ragione Laburno, spero un giorno di riuscire anch io a fare lo switch, guardate il botto che ha fatto http://woork.blogspot.com/, un blogger italiano che posta in inglese.

  7. Laburno
    Pubblicato 24 Aprile 2008 alle | Permalink

    È vero, lo tenevo anche io a mente come esempio. È molto in gamba come blogger: scrive esattamente quello che al gente vorrebbe leggere.

Invia un commento

La tua e-mail non sarà mai pubblicata o ceduta ad altri. I campi obbligatori sono contrassegnati con un *

*
*

Un trackback

  1. […] Il buon Laburno si lamenta dello stato in cui versano i siti italiani per l’editoria sociale. […]