Esattamente il 21 settembre, e nessuno me lo aveva detto. Maledetti (con affetto eh).

Dunque la prima impressione è quella di un prodotto maturo. Usare una versione sperimentale per saggiare gli umori e le funzionalità si è rivelata una buona idea perché Blueprint 0.6 è ricco di novità, è robusto, ben scritto e completamente personalizzabile. La griglia forse non è potente come quella delle YUI, ma è sicuramente più semantica (nel senso più carnevalesco possibile) e funziona bene.

Cosa cambia? Moltissime cose, così tante che hanno iniziato a tenere un changelog. Ve ne elenco alcune, le principali secondo me:

  • È stato costruito finalmente un sistema di Plugin, e il codice inutile nei fogli principali è stato spostato in questa sezione. Il risultato è espandibilità, modularità, e pulizia.
  • È stata inserita la gestione dei form. Non l’ho testata e pare che sia ancora in fase embrionale, ma il fatto che ci sia è una buona cosa.
  • La griglia è stata potenziata. Oltre all’incremento di possibilità introdotto già con la versione 0.5 adesso è stato aggiunto il supporto alle tabelle e la possibilità di applicarvi le stesse classi di .span per dimensionarle. In pratica riciclo del codice.
  • Tipograficamente è stata migliorata la gestione del leading incrementale, la gestione degli heading multi linea, e typography.css è stato ripulito dall’inessenziale.
  • È possibile scaricare un pacchetto contenente CSSTidy per comprimere, e una serie di script ruby di utilità come un validatore css e un generatore automatico di css per la stampa.

Il resto potete leggerlo da soli, dopo aver scaricato il pacchetto (versione senza scripts qui).

Ormai lo sapete. A me questi “frameworks” piacciono, Blueprint in particolare, e fa piacere vederli crescere bene. Non è perfetto, non può esserlo universalmente. Però una cosa in particolare secondo me manca per renderlo uno strumento ancora più affascinante: la griglia fluida. Sarebbe veramente il top.

Vi segnalo questo tool molto carino che si chiama Grid Layouts (Generator). La sua funzione è pressappoco identica a quella che riveste lo sfondo a righe durante la progettazione del ritmo verticale, solo che viene applicato lo stesso principio per i layout a griglia.
In pratica a colpi di Ctrl + Shift + G vengono sovrapposte alla pagina delle linee guida per strutturare una griglia.

Vi consiglio di provarlo voi stessi direttamente sulla homepage dello script.

Funziona con javascript, e, secondo me, per rendere il tutto ancora più figo andrebbe trasformato in un bookmarklet (mando subito una email).

Ho trovato un tutorial molto carino su come decorare dinamicamente le tabelle con i CSS, che vi giro subito: How to create a table like Orbitz’s airline flights scheduling and pricing matrix.

L’articolo è di AskTheCSSGuy.com, un ottima risorsa sui fogli di stile. Peccato che scriva poco. Read the rest of this entry »

Di solito il sabato non scrivo niente, ma visto la freschezza della notizia non potevo aspettare il lunedì.

Smashing Magazine ha fatto uno dei suoi bei post riepilogativi. L’argomento trattato sono i Frameworks CSS. La prima cosa che mi è piaciuta è che condividono il mio punto di vista sull’argomento (punto di vista che ho sintetizzato a suo tempo):

You don’t have to write the same CSS-code or (X)HTML-Markup over and over again. Whatever project you’re starting to work with, at some point you have to define classes and IDs you’ve already defined in your previous web-projects. To avoid unnecessary mistakes you might want to start not from a blank file, but from an almost “perfect” scratch.

Non è necessario riscrivere lo stesso CSS o lo stesso markup (X)HTML volta dopo volta. Ogni volta che inizi a lavorare su un nuovo progetto, arriverai al punto in cui dovrai definire le stesse classi e gli stessi ID che hai già dovuto usare per lavori precedenti. Per evitare inutili errori potresti  non voler iniziare necessariamente da un foglio bianco, ma da una base di lavoro pressoché “perfetta”.

Ovvero che, i Frameworks CSS non sono altro che i cari e vecchi fogli mastri:

A framework is a basic (usually abstract) conceptual structure which you can use as a “scratch” for your web-projects. For instance, instead of defining global reset, consistent baseline, typographic rules or basic styles for forms over and over again — every time you work on a new project — you can prepare a default-style once and reuse it in all your future projects. This is what you call a CSS Framework.

Un framework è una struttura concettuale (generalmente astratta) che puoi usare come fondamenta per i tuoi progetti web. Per esempio, invece di definire un reset globale, una solida baseline, regole tipografiche o stili di base per i form volta dopo volta - quando ti metti al lavoro su un nuovo progetto - puoi prepararti uno stile di default  da riutilizzare per ogni tuo futuro progetto. Questo è quello che si chiama Framework CSS.

L’articolo prosegue con una sintesi, sotto forma di pro e contro, di tutte le opinioni sull’argomento spuntate negli ultimi mesi. Poi si passa a parlare di YAML, Blueprint, YUI CSS Library, Tripoli, le mille incarnazioni dei reset, e link ai relativi tool.

Concludono poi invitando ognuno a costruirsi il proprio Framework personalizzato, con qualche consiglio di circostanza.

Lo ammetto: sono invidioso. Un post così avrei voluto scriverlo io, e vi giuro che c’è una bozza al riguardo nel mio pannello di amministrazione. Purtroppo sono il solito pigro schifoso.

Quando ho bruciato il vecchio monitor CRT, ho approfittato della disgrazia per acquistare un moderno LCD widescreen. Il mio schermo è un misero 19 pollici, non certo una periferica degna dell’Enterprise, ma nonostante questo capita spesso di imbattermi in alcune piccole incoerenze nei layout dei siti che visito, piccoli errori dovuti al fatto che chi ha progettato quel sito non aveva un monitor come il mio.

Ecco allora un prontuario pratico da tenere a portata di mano per evitare inconvenienti di questo tipo: Read the rest of this entry »